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Patologie dell’invecchiamento: Diagnosi e Riabilitazione

“ La demenza non può riconoscere sé stessa, nello stesso modo in cui la cecità non può vedersi”
Lucio Apuleio

Tra le patologie tipiche dell’invecchiamento, la principale causa di disabilità progressiva e nella maggior parte dei casi incurabile, nonché di stress nei caregivers, è la demenza nelle sue varie forme di espressione, da quelle più rare a quelle più note come l’Alzheimer.

Con il termine demenza (o deterioramento mentale) si intende una sindrome clinica caratterizzata da disturbi cognitivi, (diminuzione della memoria, dell’attenzione, del giudizio e del ragionamento, anomalie dell’affettività, del linguaggio e del comportamento come indifferenza.

Come si evolvono

L’evoluzione di una demenza è in genere caratterizzata da esordio discreto in età matura, un lento aggravamento, nell’arco di 10 anni o più, e una progressione inesorabile. Tuttavia, alcune demenze sintomatiche, soprattutto quelle di origine vascolare possono avere un brusco esordio.

Alcune demenze sintomatiche possono guarire o migliorano con il trattamento della causa come la somministrazione di ormoni tiroidei, la cura di un’intossicazione, l’assunzione di antibiotici contro malattie veneree, o la correzione dei fattori di rischio vascolare come per esempio l’ipertensione arteriosa, colesterolo alto, diabete o il tabagismo.
Per le forme degenerative come il morbo di Alzheimer o malattia di Pick, al momento non esiste un trattamento specifico, ma esistono dei trattamenti farmacologici la cui efficacia è tuttavia limitata, ma che consentono di ritardare (in media di 18-24 mesi) il ricovero del paziente in una struttura specializzata.

Purtroppo, il numero dei soggetti colpiti da demenza aumenta di pari passo con l’invecchiamento della popolazione e la ricerca medica sulle loro origini prosegue senza sosta.

La diagnosi

Per giungere alla diagnosi di demenza, la prima tappa è identificare se esiste una situazione chiaramente ascrivibile ad un quadro di demenza attraverso l’esecuzione di un’attenta anamnesi, mirata a identificare i tipi di disturbo cognitivo lamentato dal paziente (memoria, linguaggio, prassia, astrazione, ecc..) e se questi sono tali da interferire con le attività quotidiane. Da qui la necessità di definire il limite tra invecchiamento normale e patologia, attraverso l’uso di procedure standard di valutazione delle funzioni cognitive, nonché degli aspetti correlati all’affettività e al comportamento che tengano conto del ruolo di variabili quali l’età, la scolarità ed il sesso, e consentano di seguire i pazienti nel tempo per valutare l’evoluzione del deficit.

Il CPL si occupa di
• Valutazione e diagnosi precoce delle patologie degenerative
• Trattamento e riabilitazione cognitiva- comportamentale del paziente
• Assistenza e sostegno psicologico ai caregivers (parenti o accompagnatori)